L' antica rimessa delle carrozze imperiali

Nell’attuale Museo  delle carrozze di Schonbrunn, la cosiddetta  Wagenburg, che un tempo fungeva da rimessa, sono esposte le principali vetture che venivano utilizzate dalla Corte viennese
.
. All’epoca dell’Impero esse venivano utilizzate regolarmente ed erano custodite presso il Palazzo Imperiale, all’interno delle  scuderie, dove si trovavano  i cavalli da tiro e da sella, provenienti dai due allevamenti imperiali di Lipizza, nelle vicinanze di Trieste, e di Kladrud, sul fiume Elba
.

 

 

Particolare della Carrozza ufficiale di gala dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, costruita intorno al 1860 da Cesare Sala a Milano

L’edificio delle scuderie imperiali, costruito secondo i progetti di Johann Bernhard Fischer von Erlach  nel periodo tra il 1723 ed il 1725 su incarico dell’imperatore Carlo VI, era destinato ad ospitare 600cavalli ed una parte delle vetture imperiali.

Fin dall’inizio lo spazio si rivelò insufficiente e il progetto non fu portato a termine. Intorno al 1850, durante il regno dell’imperatore Francesco Giuseppe I, il progetto venne rivisto e dotato di molte altre sezioni , fino al 1918, vi trovarono posto oltre alle stalle per i cavalli da tiro, anche circa 400 carrozze, nonché le scuderie dell’imperatore Francesco Giuseppe I dell’imperatrice Elisabetta

Dal 1920 nelle scuderie imperiali si  trovavano una collezione di vetture di gala e da cerimonia e di bardature. Chi faceva richiesta alle autorità preposte alle scuderie, poteva visitare la rimessa, in cui venivano custodite le carrozze, il deposito di Corte delle selle e le scuderie.

Julius von Blaas: Francesco Giuseppe I a cavallo 1898

Coupè personale dell’imperatore Francesco Giuseppe, utilizzato soprattutto in inverno per spostarsi da  Schonbrunn al Palazzo Imperiale a  Vienna , 1887

Alcune vetture venivano conservate per il loro valore storico, ma non venivano utilizzate, la maggior parte delle carrozze del deposito servì per l’uso quotidiano fino al 1918

Le carrozze di gala e da cerimonia venivano utilizzate in occasione di importanti festività religiose e feste della Corona, il loro impiego era dunque limitato, ma sempre efficienti e pronte all’uso.

Dopo il crollo della monarchia austro ungarica, le autorità preposte alle scuderie mantennero in un primo momento la gestione della rimessa delle carrozze imperial-regie. In seguito gran parte delle carrozze fu venduta o distribuite a diverse istituzioni.

Si conservano, ad oggi esclusivamente le vetture di gala e da cerimonia e quelle di importanza storica, nonché gli accessori in stoffa per i cavalli (gualdrappe, coperte, finimenti, portantine, selle,ecc.). Nel 1922 gli 80 esemplari conservati furono trasferiti a Schonbrunn e sistemati nell’ex maneggio d’inverno.

BAROCCO E ROCOCO’

Il Cocchio Imperiale

Il  capolavoro della raccolta viennese è costituito dal Cocchio Imperiale. Questo prezioso modello è stato realizzato secondo la tradizione delle grandi carrozze francesi del XVII .
Colpiscono le dimensione e la lunghezza della vettura, ma anche l’altezza della cassa,all’interno della quale si poteva quasi stare in piedi.La cassa trapezoidale sembra essere sospesa tra il telaio anteriore e quello posteriore.

Le ruote non troncano in nessun punto la sua sagoma, infatti il cocchio doveva sembrare un castello su ruote. La carrozza fu costruita molto probabilmente a Vienna per l’incoronazione di Giuseppe II a sovrano del Sacro Romano Impero  di nazione Germanica, prevista per l’anno 1764 a Francoforte. La cassa fu decorata dal pittore viennese Franz Xaver Wagenschon con motivi raffiguranti le virtù del monarca.

La carrozza , che pesava più di 4000 Kg venne utilizzata in occasione delle incoronazioni imperiali a Francoforte,dell’incoronazione a Milano nel 1838, di quelle ungheresi (l’ultima fu quella del 1916 a Budapest), nonché per le professioni di vassallaggio e gli sposalizi.

Per il trasporto che solitamente avveniva per via fluviale, era necessario smontarla, e , se si dovevano percorrere lunghi tratti,si usava sostituire le ruote dorate con ruote di scorta mentre quelle originali venivano trasportate in bauli rivestiti internamente di velluto.

Il cocchio imperiale è rivestito internamente di velluto e seta rossi ,ornati di ricami in rilievo, nappe dorate e frange.

L’epoca di Francesco Giuseppe I

Quale Imperatore d’Austria e re di Boemia e d’Ungheria, egli regnò dal 1848, anno della rivoluzione, fino al 1916,quindi fino alla metà della Prima guerra mondiale.

Una vettura tipica del tardo XIX secolo è il coupè personale dell’imperatore Francesco Giuseppe I.Il popolare sovrano utilizzò questa e simili carrozze negli ultimi anni della sua vita per spostarsi quotidianamente, d’inverno dal Palazzo Imperiale a Schonbrunn e viceversa.

La semplice sagoma di questa raffinata vettura, opera del costruttore  di carrozze viennese Marius, dimostra chiaramente che le prime automobili altro non erano che carrozze trainate da cavalli, dove al posto della cassetta, era stato sistemato un cofano.

Questa tipica carrozza da città era trainata da due cavalli e guidata da un cocchiere.

Le carrozze personali dell’imperatore venivano  trainate da Cleveland-Bays dal mantello  baio scuro oppure da giumente o anche da castroni della scuderia imperiale di Lipizza sul Carso; li si riconosceva da lontano ed è per questo che venivano chiamati “i cavalli dell’imperatore.

Carro funebre nero della Corte di Vienna

Si contrappone a questa semplice vettura il Carro funebre nero, realizzato nel 1877 dalla tradizionale selleria di corte e utilizzato per le esequie del Principe ereditario Rodolfo, dell’Imperatrice Elisabetta e dell’Imperatore Francesco Giuseppe.

Nel 1989 questo carro funebre uscì dal museo in occasione dei solenni funerali dell’Imperatrice  e Regina Zita sepolta nella cripta dei Cappuccini.
Il carro funebre imperiale nero veniva trinato secondo il cerimoniale spagnolo, da 8 morelli di Kladrub ornati da bardature nere, mentre il carro funebre imperiale rosso veniva trainato da cavalli bianchi  ornati da bardature di velluto rosso.