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Cristiano Cividini,
con Tangò, ha regalato a tutto il pubblico intervenuto un’emozione
indimenticabile! 19 nazioni da tutto il mondo hanno partecipato a questo Campionato di attacchi singoli 2010, presso il Centro Federale Equestre dei Pratoni del Vivaro, dal 28 luglio al 1 agosto.
L’ Italia è stata presente con la squadra ( Cristiano Cividini, Corrado Cotti, Enrico Tortella) e con equipaggi a titolo individuale ( Alfonso Carretta, Alessandro Guerra, Flavio Lunardon, Anna Toscani, Antonio Rigamonti). Abbiamo girato tra gli “addetti ai lavori” e tra il pubblico per cogliere colori e sentimenti presenti in campo. |
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Tra questi, Antonio Broglia, chef d’equipe della squadra italiana e tecnico federale. “ Grande emozione nelle prove di gara anche se l’esito è sempre legato ad elementi molto variabili . Nessun concorrente italiano si è risparmiato ma bisogna riflettere sul fatto che la maggior parte degli atleti non è professionista: manca la continuità e, soprattutto, un vivaio di giovani atleti. In questo campionato l’Italia vanta un numero maggiore di atleti che nel passato ma c’è grande distanza tra il primo e l’ultimo. Tutti hanno mostrato di reggere l’urto. Tutti hanno inseguito il grande sogno dell’agonismo. Per il futuro, gli atleti dovranno tener presente i valori di fondo ed il rigore della gara perché lo studio e l’applicazione debbono essere trattati come se si frequentasse un master universitario; personalmente ritengo che i guidatori del singolo debbano fare esperienza anche di tiro a quattro perché li aiuta nell’equilibrio e nella comprensione dei valori fondamentali di questa disciplina .” |
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Al wine bar, abbiamo incontrato il delegato tecnico della Fei, il belga Richard Papens. “ L’organizzazione della gara mi ha molto soddisfatto. Se debbo fare una critica, la appunterei sulla necessità di pubblicizzare maggiormente tale tipo di eventi perché il pubblico all’estero accorre piu’ numeroso. Era necessaria piu’ comunicazione, una newsletter dedicata, piu’ pubblicità. Tuttavia tutto è andato bene. Non ho guardato il team italiano in particolare ma ho avuto modo di osservarlo nelle gare all’estero. Non esprimo giudizi, i risultati parlano piu’ di me. Una cosa mi ha particolarmente colpito: tutti hanno guidato con attenzione al benessere del cavallo: non mi è capitato spesso di osservare questo, specie in un campionato. I singoli, tuttavia, sono piu’ attenti. Vivono maggiormente con il cavallo, ne sono i proprietari e badano di piu’ alle sue necessità. Il cavallo migliore? Direi che in maratona il lusitano è stato il piu’ spettacolare ma non il migliore.” |
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Sul campo di gara dei coni incontriamo l’assistente del delegato tecnico, Peppino del Grande.
“Sono soddisfatto dei risultati; Cristiano Cividini è stato molto bravo. Vi è tuttavia una grande distanza fra i driver italiani e i risultati lo dimostrano. L’Italia potrebbe avere grandi driver ma la squadra andrebbe costantemente seguita a livello tecnico, ciascuno dovrebbe avere il suo riferimento,un suo allenatore , come fanno le altre nazioni . L’organizzazione dell’evento ha visto una grande disponibilità degli operatori; l’organizzazione può essere migliorata soprattutto pensando ai mondiali di quattro anni fa. Per il futuro, vedrei bene l’organizzazione di un campionato tra istruttori”.
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Infine incontriamo il vincitore italiano Cristianono Cividini che ha ricevuto una lunga standing ovation del pubblico. Lo incontriamo alle scuderie, ma non intervistiamo lui, bensì l’altro componente dell’equipaggio: il cavallo Tangò. “Sono un Kisberian horse, ungherese. Sono nato nel 2002. Sono stato acquistato a casa del mio allevatore, il dr. Sabopal. Mi prendo molto sul serio, lavoro molto: per questo richiedo grande attenzione e decisone, altrimenti mi arrabbio. Tutti i giorni Laura Bortolato monta a sella e lavoriamo sul ritmo, sulla regolarità e sulla spinta. Mi rimane un po’ difficile rimanere calmo e regolare. Tuttavia mi do completamente nei momenti piu’ importanti anche perché i miei istruttori mi mettono in condizione di dare. Lavoro 365 giorni all’anno, almeno un’ora al giorno a sella. Non lavoro alla giostra o alla longia. La carrozza mi viene attaccata 2 o 3 volta alla settimana. Ho un programma di lavoro sempre ben definito. Non amo le girate strette e, infatti, oggi ai coni lo ho dimostrato. Cristiano rispetta le mie caratteristiche fisiche e impronta la gara sulle mie possibilità , non sulle sue. Ho un groom indiano, Nita, che mi ama davvero: quando debbo partire, mette i fiori sul box la sera prima. Il groom dell’equipaggio è un altro, Savino Carretta, che fa un o lavoro diverso, è il navigatore, il prodiere del team. In questo campionato ho visto tanti altri cavalli che ottengono di piu’ con meno fatica o stress. Prima o poi lo farò anch’io e tutti mi guarderanno. Oggi abbiamo preso la medaglia di bronzo ma non finisce qui!” Grazie Cristiano e Tangò a nome dell’Italia, vi aspettiamo tutti alla prossima gara! Paola Corsaro |