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Si è da poco conclusa la gara di Maratona
dei Campionati Italiani che si svolgono ai Pratoni del Vivaro. Giulia Arreghini, Doriana Mino e Martina
Formia, tre giovani driver sul palcoscenico degli Attacchi in
Italia, sono venute
a raccontarsi. Sono visibilmente soddisfatte e rilassate: hanno portato a
termine una gara impegnativa guidando i loro cavalli con sicurezza e
precisione. A cassetta dimostrano decisione e determinazione, eppure quando
chiediamo loro una foto fa capolino la vanità femminile “Domani-
dicono all’unisono, sorridendo - quando saremo più presentabili per una
foto!”
Doriana, nella
vita è impiegata, guida Wodka,un cavallo olandese “Ho sempre avuto
cavalli, è una passione di casa, soprattutto del mio papà e poi c’è Ivrea,
il Carnevale…ho attaccato fin da bambina”. “E’ lo stesso anche per me -
aggiunge Martina, geometra neodiplomata, - la nostra è una zona dove
molti hanno la passione degli attacchi”. |

Doriana Mino |

Giulia e Desiree |
Anche per
Giulia, matricola di Ingegneria Ambientale, che viene dal Friuli, la
passione del papà è stata decisiva: “A cinque anni guidavo uno Shetland, facevo passeggiate con il
papà, poi nel 2005 ho iniziato a partecipare alle gare.” Adesso guida un
Haflinger di 10 anni, Desiree.
La decisione
di entrare nell’ambiente agonistico è iniziata per sollecitazione degli
amici, soprattutto per Doriana, o della famiglia per le altre due, ma tutte
affermano di aver fatto la scelta giusta. “ Fare gare è una soddisfazione
personale, un modo per affermarsi” incalza Martina, che guida Reka, un
cavallo ungherese del ’96.
“In passeggiata, o durante una sfilate ti
diverti, ma gareggiare aiuta a migliorare” Ne sono tutte e tre convinte.
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Quello degli Attacchi è- secondo loro- uno sport che richiede anche
attitudini tipicamente femminili “ Guidare a cassetta è elegante, fine”-
sostiene Doriana.
“Una donna guida in modo delicato - aggiunge Giulia
- a volte gli uomini sono più rozzi e si mettono in contrasto con il
cavallo, le donne sono più protettive, hanno paura di fargli male, non si
fidano della forza, ma della sensibilità e sanno guidare anche cavalli
difficili”.
Ci sono anche gli aspetti difficili ed è
qui che viene fuori il carattere di queste ragazze “ Bisogna
attaccare tutti i giorni!” e tutte lo fanno. Doriana dedica mezza
giornata ogni giorno al suo cavallo, però aggiunge “E’ una grande
soddisfazione vedere che i risultati arrivano e che io come driver sono
cresciuta insieme al mio cavallo.”
"Ogni giorno l’allenamento è diverso, a
volte si tratta solo di una passeggiata e vai via con il cavallo per la
campagna a rilassarti…” |

Martina Formia |

Doriana con Wodka |
“E’ uno sport che richiede tempo ed è
costoso” sottolineano e le ragazze si mostrano subito sensibili a questa
affermazione. Compare sullo sfondo la figura della mamma che, pur
apprezzando la scelta delle figlie, tende a essere più saggia “ La mamma
dice che quando prenderò il primo stipendio, lo dovrò versare tutto a casa…”
afferma Martina con un sorriso, “La mia che mi mangio tutti i
soldi …” interviene Doriana. Giulia è preoccupata perché la mamma
vorrebbe che studiasse di più.
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Poi c’è il problema dei groom. “Lasciamo perdere
questo argomento!!” sbotta Doriana. Per le donne sembra più difficile
trovare un groom. I loro compagni o fidanzati non lo vogliono proprio fare!
“Preferiscono guardarci da fuori…” sostiene Martina.
Per i driver
uomini spesso è la moglie o la compagna che svolge questo ruolo, per loro è
una ricerca continua: groom sempre diversi di cui non sempre ci si fida….
Fa
eccezione Giulia, che ha sempre il papà come groom, il che è una sicurezza,
un aiuto, confermano le altre. “ Certo è una sicurezza, anche se i papà
hanno sempre aspettative, ti correggono...vorrebbero parlare anche durante il
dressage!" Sorride.
Noto che parlano sempre con affetto dei loro papà ai quali, fra gli altri,
riconoscono il merito di averle avvicinate ad uno sport che tanto le
appassiona |

Giulia Arreghini |

Martina con Reka |
Chiedo loro del futuro nel mondo degli
Attacchi ed emerge la loro voglia di continuare, imparare, migliorare.
“ Sarebbe bello che la Federazione ci
offrisse l’opportunità di stage con tecnici competenti, perché quando il
cavallo ha un problema o devi correggerti…sei proprio da sola.”
“Almeno
una volta al mese bisognerebbe avere la possibilità di uscire, confrontarsi,
imparare qualcosa di nuovo!” Sono tutte d’accordo. La motivazione, la
grinta è tanta, ci auguriamo che le loro richieste vengano recepite perché
sarebbe davvero bello vederle gareggiare tutte a livello internazionale con
successo. Un traguardo che Giulia già lo scorso anno ha raggiunto
partecipando e distinguendosi nel Junior World Driving Trophy tenutosi a
Stadl Paura in Austria. |
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Questi giovani
talenti vanno riconosciuti e coltivati e, se fino ad oggi le famiglie
sono state il contesto privilegiato per la loro crescita, oggi serve un salto
di qualità anche per la loro preparazione.
Guardando ad un futuro più lontano ed a nuove generazioni, c’è il rischio che venga a mancare il
contesto familiare che ha fatto crescere la passione per gli attacchi nelle
nostre tre driver, perché sono tradizioni di famiglia che via, via
scompaiono. Ecco un altro motivo per cui diventa indispensabile per il
nostro sport l’attenzione e la cura verso i giovani, progettando strategie adeguate
di diffusione e preparazione. |