INTERVISTA A RENATO BRUZZONE  APPASSIONATO DI  ATTACCHI, COLLEZIONISTA,  EPOREDIESE D.O.C.

Quali significati ha assunto negli ultimi anni  la Festa Patronale di S. Savino per la Città di Ivrea?

Si narra che le spoglie di S. Savino siano pervenute da Spoleto ad Ivrea durante una epidemia, e questa immediatamente cessò. Il credo popolare attribuì al Santo il fausto evento ed a protezione di ogni futuro male il Vescovo di Spoleto venne proclamato Patrono di Ivrea e le sue ceneri riposte nella Cattedrale.

A ricordo dell’accaduto, nel lontano passato si ha notizia di processioni in Suo onore, dopodiché la tradizione si affievolì, salvo essere meritevolmente ripresa dalla Associazione Eporediese “Amis ad Passa d'la Granaia, in uno con il Comitato Organizzatore della Fiera Padronale.

Assume rilevante significato, per la vitalità della nostra città, l’aver riportato in essere un fatto storico-religioso ad opera attiva di cittadini, che non pretermettono la tradizione di devozione a solo favore dei meri aspetti ludici della festività popolare.

Nella foto a sinistra: Martirio di San Savino; Dipinto conservato nel Duomo di Ivrea
Nella foto qui sopra: ballo tradizionale d' la Granaja nella Piazza del Comune

Quale rapporto esiste tra la Città, la sua cittadinanza e la Festa Patronale?

Come detto, il rapporto è storico-religioso e non certo disgiunto dalla caratteristica di essere Eporedia la Città dei cavalli fin dalla notte dei tempi. Ed è per questi indigeni “cromosomi”, che l’urna del Santo viene posta su una Carrozza e trasportata per le vie della città con magnificenza da superbi destrieri, per poi essere riposta nella Cripta del Duomo; il cammino a voler significare la traslazione dalla città di Spoleto, Sua Sede Vescovile.

Esiste un rapporto e, se esiste, quale tra la festa Patronale di S. Savino e lo storico Carnevale di Ivrea?

Ho appena detto che la città di Ivrea è città di Cavalli; fra le varie ipotesi circa la etimologia di Eporedia, ha grande credito la derivazione dal termine greco “hippos"  e “regia”, cioè “città regia dei cavalli”; non solo, quindi, vi è un legame equino fra la Festività Patronale e lo storico Carnevale in virtù dell’amore per i Cavalli; ma ogni altra ricorrenza od occasione è pretesto per “attaccare”, dalla celebrazione della Festività di S. Antonio ai Battesimi, ai Matrimoni e, se si continuerà di questo “trotto”, ritengo che si addiverrà anche a suggellare un Divorzio consensuale con un imponente Tiro a Quattro di mantello roano

Foto tratta del Manifesto della festa del  2009

Come il mondo degli Attacchi, direttamente coinvolto nel Carnevale e/o nella Festa Patronale, si  rapporta a questi due eventi; che ruolo ha assunto la Sfilata di Carrozze?

La Sfilata di Carrozze, ogni anno più sontuosa e partecipativa e con la contemporanea Fiera Equina, ogni anno suggella 365 giorni di eventi sempre coniugati, per quanto possibile, con i Cavalli ut supra.

Financo le vettovaglie della cena offerta agli amici tutti dalla munifica Famiglia Bardesono nel cortile della Azienda avita (ove un tempo vi erano stalle e maniscalco), vengono trasportate a cavallo con gran plauso degli astanti, allorchè il carretto, colmo di prelibatezze, fa ingresso nel cortile. Ivi la presentazione del “Piatto di San Savino”, raffigurante sempre sullo sfondo uno scorcio della Città, su cui campeggia il nobile equino. Quanto sopra per significare, ancora una volta, come la vita cittadina sia permeata di “cavallinità”.

Notizia dell’ultima ora: negli stallaggi di un tempo, ora divenuti Bar del Cavallanti, si discute per posizionare un fiero cavallo bronzeo all’ingresso sud della Città, quale simbolo di EPOREDIA  e segnaletica stradale non convenzionale, ma mai come oggi ecologicamente importante.


Particolare dalla sfilata del 2007 . Foto scattata da Fabrizio Canali