|
Innegabilmente, in Europa, il grande lusso delle carrozze per
le Corti Imperiali fece di Parigi il centro della creazione di sontuose
vetture; Imperatori e Zar vi ordinavano vetture sontuose per le cerimonie
Reali.Di quel secolo, in Francia, si ricorda ancora come un grande avvenimento,
l’ingresso ufficiale e solenne in Parigi di Carlo X per l’incoronazione il 6
giugno 1825.... |
|
......Questa vettura di gran gala ebbe in Francia un momento di vera celebrità.
Gli ornamenti e le dorature su tutti i riquadri, sull’imperiale, sul carro
erano di una ricchezza inaudita. Nemmeno le maniglie per i quattro lacchè,
poste sul treno posteriore, mancavano di ornamenti in seta e oro. Tutto
quanto doveva essere in pelle, era stato fatto in marocchino rosso. Otto
cavalli superbamente bardati e ricoperti di palatine in velluto ricamate di
seta cremisi e oro, erano guidati da un postiglione e da otto palafrenieri a
piedi, in gran livrea.
Percier , architetto, e Rougier, statuario e scultore, che entrambi avevano
costruito questa carrozza magica, percepirono un compenso di ben 64261
franchi.
La cassa di questo coupè non contiene che un solo ma
ben comodo posto, destinato all’alta e robusta persona dell’imperatrice Tsou
Hsi. I colori esclusivamente prescritti al fabbricante furono :
oro,argento,giallo,rosso, con esclusione di ogni altra tinta o gradazione.
Egli ebbe l’ordine del pari di escludere dall’ornamento ogni e qualsiasi
figura allegorica o simbolica, i fiori,gli animali araldici,etc., non
ammettendosi niente altro che degli ornamenti propriamente detti. Nessun
blasone o emblema sugli sportelli. |

|
 |
La
galleria superiore è in bronzo cesellato e dorato; gli ornamenti della cassa
sono in legno scolpito e risaltano in bel rilievo sulle fodrine; le sculture del treno sono in bello
ed ardito disegno. Sulla panchetta di dietro devono prendere posto due
servi. La cassa è dipinta in giallo, il treno in rosso; tutti gli ornamenti
della cassa e del treno sono dorati; le parti in ferro sono in verniciate in
rosso, le cinghie e i parafanghi sono in cuoio rosso. La guarnizione è in
satin giallo –imperiale, lo schienale è a ventre, a due file di
punteggiature rosse screziate a cuore, di giallo, in alto; il padiglione è
capitonato, e il cuscino pure.
Nel coupè una nicchia contiene un piccolo orologio con quadrante in oro,
sfere ed ore in rosso, le ore segnate in cifre romane. Il montatoio è
guarnito in rosso: i chassis dei cristalli sono guarniti in tessuto rosso.
In complesso con le limitazioni dei colori e dei disegni imposte
dall’imperatrice, il coupè riuscì una vera meraviglia.
|
|
Altrimenti curiosa la carrozza,fatta pure in Francia, per il
povero re Bèhanzin (Ben-en-zinc come dicevano i francesi) finito cosi
meschinamente col suo trono del Dahomey.
Questa carrozza di cerimonia non doveva essere tirata dai cavalli, ma da
sedici schiavi bardati da tirelle inargentate attaccate a tre dardi: essa
non ha timone; e di dietro ai sedici schiavi ne andavano due che spingevano.
La carrozza non ha sedile per il cocchiere; al posto del sedile, a guisa di
ornamenti,sono un pesce-cane ed un uovo di struzzo; e il padiglione della
carrozza è sormontato da una palma.
La cassa è dipinta in blù-scuro con profusione di filetti e ornamenti in
argento; l’interno è riccamente guarnito in seta blù.Sugli sportelli è
dipinto lo stemma del re (una palma blasonata su campo di serpenti, di
pesci-cani e di struzzi) qualche cosa di divertente…. |
 |
|
In Italia il lusso delle vetture erasi mantenuto, attorno
alle Corti, che raccoglievano ed inspiravano a Napoli, a Torino, a Firenze,
a Modena, a Parma, a Roma il lusso ed il gusto della nobiltà e della ricca
borghesia.Vi erano i treni di gran gala, e quelli di mezza gala; come quelli
di campagna
Il re di Napoli usciva, ordinariamente, in una berlina di mezza gala tirata
da sei cavalli, i primi due, di volata, affidati ad un postiglione, e gli
altri quattro ad un cocchiere seduto su di un alto sedile. La carrozza, come
anche presso altre Corti, era preceduta da due lacchè, che correvano a
mantenere sgombra la via; cosa che ancora si vede al Cairo, davanti alla
carrozza del vice-rè, e a Costantinopoli davanti alla carrozza del sultano.
|
 |
|